Una volta sola (dedicato a Bradipa)

Alla cara Bradipa che ogni tanto mi pungola, forse pensando che io sono pigro.

Sì, sono anche pigro, ma non si tratta di questo. E’ che la notte dormo poco, con Marta (l’ultima nata) che si sveglia più volte; ora poi c’ho una riacutizzazione della sciatica post-partum, che colpisce soprattutto in posizione distesa (proverò a dormire in piedi). Sei contenta ora, Bradi, che mi hai fatto mettere a nudo la mia vita privata, di padre non più giovanissimo? Come diceva qualcuno, noi uomini i figli possiamo farli anche da vecchi, il problema è tenerli in braccio.

Ritorniamo a bomba, come dice l’Artusi in una sua ricetta, dopo aver parlato dell’incontro in osteria con Felice Orsini, autore del fallito attentato a Napoleone III nel 1858.
Dunque sono uscito per vedere Zatoichi di Takeshi Kitano e ho visto Le invasioni barbariche del canadese Denys Arcand. Un film da non perdere, quasi.
Rèmy sessantenne professore in una università di provincia (dice il figlio con disprezzo) sta morendo di cancro in uno strapieno ospedale di Montreal. Il figlio è un uomo di successo, ricco, con i contatti giusti; ma triste, uno che non si sa godere la vita. Al contrario del padre, che parla degli orrori della storia dell’umanità e ricorda le delizie della sua vita: le donne in primis, il cibo e il vino, la musica e i libri. Niente di straordinario? Certo. Ma come diceva qualcuno (Karl Kraus?), si vive una volta sola, e qualcuno neppure quella. Insomma una riflessione un po’ seria e piuttosto scanzonata sul senso della vita e sulla morte. Quella di Rèmy sarà una buona morte, circondato dagli amici e sostenuto dalle cure di una giovane tossica assai carina.

P.S. (nel senso di aggiunto dopo, contravvenendo a uno dei miei principi più sacri, la immodificabilità del post).
Sono andato a ricercare il commento di Marquant, straordinariamente chiaro e semplice (per le mie modeste capacità) e assolutamente condivisibile, soprattutto per l’elogio della leggerezza (che volevo fare anch’io e poi mi è sfuggito).

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2 risposte a Una volta sola (dedicato a Bradipa)

  1. bradipaa ha detto:

    mbé 😀

  2. anonimo ha detto:

    Ciao, capito qui per caso e leggo con piacere e quasi totale accordo i tuoi bei commenti sul bellissimo “Les invasions barbares”. Mi sono anche letto tutti i commenti degli altri che si raggiungono partendo dal tuo messaggio (compresi quelli di alcuni sottosviluppati mentali nel sito cinematografico… ma si sa, in Italia una certa percentuale di deficienti c’è, sennò Berlusca non avrebbe vinto le elezioni…). Mi è piaciuta una frase nel commento di Macubu, che mi ha ricordato che sebbene fossi in “decorosa” compagnia, io HO pianto come un rubinetto, o quasi, verso la fine del film. C’è però qualcosa che mi ha un po’ disturbato ripensandoci dopo, e che mi pare anche un po’ trasparire nel commento di Ferzetti: sotto un’apparente aria “american democrat”, il film mi pare assai orientato verso DESTRA. O almeno assai qualunquista (alla Gaber, per capirsi). Che ne pensi ?
    Saluti
    Ale, fiorentino sperduto a Bruxelles

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