Parliamo di cucina, che è meglio

(ogni riferimento al post precedente è puramente reale)

Dunque cena con amici carissimi più nipote prediletto più Fabio e Amanda (che la solita Marta confonde con il panda).

Polenta concia (una delle tante varianti): uno strato di polenta appena fatta, fontina valdostana e raschera a piccolissimi pezzi, altro strato di polenta bollente, grana trentino grattugiato e burro fuso. Si può passare un po’ al forno ma non è indispensabile.

A proposito della cottura della polenta: seguendo i consigli di una amica trentina (lì la usano davvero la polenta, in Toscana si scherza) si butta a pioggia nell’acqua che bolle appena mescolando bene con una frusta, poi si lascia cuocere: non serve mescolare per quaranta minuti o più, sul fondo della pentola si forma una crosta che si stacca mettendo acqua dopo aver versato la polenta sul tagliere. Provare per credere. Da quando ho imparato faccio la polenta più volentieri.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in a tavola. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Parliamo di cucina, che è meglio

  1. bradipaa ha detto:

    se a cena non mi fossi magnata UN CHILO E MEZZO di puntarelle probabilmente mi sarebbe venuta pure l’acquolina in bocca :E

  2. Pingback: Lo stracotto fiorentino, uno e bino. | CorpoAnima&Frattaglie

  3. Pingback: Polenta taragna | CorpoAnima&Frattaglie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...