Leggere e rileggere

Dopo avere di recente iniziato e interrotto diversi libri, fra cui La vedova scalza di Niffoi (che mi pare addirittura illeggibile per i molti inserti in dialetto sardo), ho bevuto fino in fondo l’insipido calice di Olive comprese (Andrea Vitali). Ed ora per tirarmi su sto rileggendo Il ritorno a casa di Enrico Metz di Claudio Piersanti.

Non avevo letto niente di Vitali e credo proprio che non leggerò altro. Non mi è piaciuto l’intreccio di storie (ma sarebbe meglio dire cronachette) senza spessore, scritte in un linguaggio tutto volto a stupire e mantenere artificiosamente vivo l’interesse del lettore con continue sospensioni e colpetti di scena: è del Vitali il fin la meraviglia… . Ho l’impressione che il successo del libro (dalle classifiche di vendita) dipenda in buona parte dall’essere un prodotto omogeneo a certa televisione (Un posto al sole ad esempio, per quel pochissimo che sono riuscito a guardarlo) e a certo cinema (Pieraccioni, Muccino…). O forse più semplicemente è che i miei gusti sono diversi. Di recente ho scoperto il grande Joseph Roth ( Giobbe e La marcia di Radetsky) e con il buon Vitali il confronto è chiaramente impari. Ma per restare agli scrittori italiani contemporanei prova a leggere Piersanti, proprio questo ultimo Enrico Metz, probabilmente la sua opera migliore; lui scrive poco (pubblica poco) non ha un grande successo di pubblico, non scrive bariccosamente (per piacere ai lettori). Forse non ti piacerà, ma vale la pena di provare. Qui trovi le prime pagine del romanzo.
Lo sto rileggendo, dicevo. Prima mi preoccupavo di non riuscire a leggere tutti i libri che avrei voluto. Ora mi sono convinto che è importante  rileggere quello che mi piace. Perché rileggendo un libro (o rivedendo un film) si colgono certi aspetti e certi particolari che la prima volta ti erano sfuggiti, si vedono le cose sotto una luce diversa. Poi, grazie a Sciascia, questa sensazione ha preso una forma più definita.
” Se incontro qualche difficoltà nella lettura [è una citazione di Montaigne] , non mi ci rodo le unghie: la abbandono dopo aver fatto uno o due tentativi per capire. Se mi ci ostinassi, perderei, con il tempo, me stesso… Non faccio niente senza gioia” (…)
Quattro secoli dopo Montaigne, in questo nostro tempo in cui leggere è per i più un affanno e per pochissimi una gioia, Jorge Luis Borges parla (…) dei libri e della lettura ancora nella sfera della gioia; ma con una sua idea dei libri e della lettura molto più complessa, sottile e misteriosa di quella di Montaigne. Un’idea già impareggiabilmente rappresentata nel racconto
“Pierre Menard, autore del Chisciotte”, e che è questa: un libro non esiste in sé, e non soltanto per l’ovvio fatto che la sua vera esistenza, al di là della sua fisicità, consiste nell’esser letto, ma soprattutto perché è diverso per ogni generazione di lettori, per ogni singolo lettore e per lo stesso singolo lettore che torna a leggerlo. (…) E sarebbe allora il rileggere un leggere: ma un leggere inconsapevolmente carico di tutto ciò che tra una lettura e l’altra è passato su quel libro e attraverso quel libro, nella storia umana e dentro di noi. Ed è perciò che la gioia del rileggere è più intensa e luminosa di quella del leggere.
(L. Sciascia, Del rileggere, in Opere 1971-1983)
Ma c’è l’altra faccia della medaglia. Perché talvolta, rileggendo a distanza di anni un libro di cui ho un ricordo piacevole, mi accorgo con un certo sconcerto che oggi non mi piace. E mi chiedo perchè. Ora lo so.

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8 risposte a Leggere e rileggere

  1. anonimo ha detto:

    oddeo ho appena comprato olive comprese e me lo stronchi! però se lo accosti a un posto al sole forse a me piacerà 😉
    brdpk

  2. elena6 ha detto:

    Per me è fondamentale rileggere. Quel che non rileggo finisce per dileguarsi, affogato in un miscuglio di ricordi e di sensazioni indistinte.

  3. giannitos ha detto:

    Bradi, ellosapevo ! Prova a leggerlo e poi mi dici: magari in un post-commento a questo post.

    Elena: è vero, succede anche a me ed è un altro motivo forte per rileggere.

  4. anonimo ha detto:

    comunque adesso sto leggendo una cosuccia leggera leggera che si chiama “Gomorra” ed é un’inchiesta sulla camorra 😀
    brdpk

  5. umberto ha detto:

    Da antico lettore ho scoperto già da tempo il piacere del rileggere non sapendo che personaggi cosi autorevoli avessero provato lo stesso piacere.Il libro é lo stesso, forse un pò ingiallito,noi no, da quì sensazioni,emozioni molto diverse in negativo e in positivo riuscendo a cogliere sfumature sfuggite in prima lettura. Mi faccio violenza e termino sempre un libro,unica eccezione”Pasto Nudo” di William S. Burrougs, non mi va giù, proverò in terza lettura, chissà! Olive Comprese é proprio una grande,enorme ca….a,mi dispiace per chi lo ha comprato e letto.Anch’io lo fatto.

  6. umberto ha detto:

    Errata Corrige….Anch’io ” L’HO ” fatto.

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