L’uva salamanna

uva_salamanna

– Uva salamanna ! Chi ne vuole ? Compratela, l’uva salamanna ! –
Il Principe, che non aveva mai sentito nominare l’uva salamanna perché al suo paese non cresceva, domandò: – Com’è quest’uva che vendete ? –
– Si chiama salamanna – disse il fruttivendolo – E’ l’uva più squisita che ci sia …

[ Italo Calvino, Fiabe italiane – L’uva salamanna ( Montale pistoiese) ]

Da bambino il babbo mi portava a prendere l’uva Salamanna da un fioraio in via della Mattonaia. La bottega era fresca e semibuia: da una porta sul retro si accedeva ad un bel giardino invisibile dalla strada, in mezzo alle case, come ce ne sono tanti in quella zona di Firenze intorno a Piazza d’Azeglio. Nel giardino  c’era una pergola di uva Salamanna, i grappoli protetti uno per uno con carta velina: il fioraio li tagliava e li metteva in un cartoccio. Era buonissima, anche perché maturata sulla pianta.

L’uva Salamanna è una varietà di Moscato d’Alessandria (d’Egitto), più conosciuto come Zibibbo. Così è descritta nella Pomona Italiana di Giorgio Gallesio (1772-1839), la prima e più importante raccolta di immagini e descrizioni di frutta e alberi fruttiferi realizzata in Italia:

La Salamanna è la più bella e la più gustosa delle uve e quella che primeggia specialmente fra le Uve da mensa. Il suo fusto è forte, vigoroso, e di molta cacciata; i tralci grossi e rigogliosi; le foglie grandi, appena lobate, a lobi ottusi, liscie al di sopra, scabre al di sotto, qualche volta sparse d’un poco di peluria bianca ma rada e interrotta, e col picciuòlo grosso, e colorito di rosso. I grappoli grandi, lunghi, spargoli, portano degli acini grossi, tondeggianti, spesso ovati, composti di una buccia verde-biancognola che si volge nella maturità in un giallo sfumato di rosso,  e di una polpa consistente, zuccherina, sugosa ed esalante un odore e un gusto di moscato soavissimo, che la rende grata a mangiarsi tanto fresca che secca, e che dà al vino che ne sorte un profumo delizioso.

E’ uva da tavola, da appassire e da vino. Come uva da vino è presente in quantità solo nell’isola di Pantelleria (Moscato e Passito). Come uva da tavola è ormai probabilmente introvabile, salvo qualche piccolo produttore.

Pare certo che la pianta sia originaria dell’Egitto: poi è stata diffusa in diverse aree del Mediterraneo.

In Sicilia e sopratutto a Pantelleria fu introdotta dagli Arabi, durante la dominazione (IX-XI sec.); ad essi si deve probabilmente anche la tecnica dell’appassimento, per ottenere un prodotto altamente energetico e facilmente trasportabile. Successivamente e fino ai nostri giorni  l’appassimento è stato utilizzato anche  per la produzione di vini dolci.

In Toscana si chiama Salamanna da Ser Alamanno Salviati , di nobile famiglia fiorentina (la figlia Maria sposò Francesco Guicciardini),  che nel sedicesimo secolo fece arrivare i vitigni dalla Grecia o secondo altri dalla Spagna.

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3 risposte a L’uva salamanna

  1. anonimo ha detto:

    Bravi, questo articolo è molto interessante. Noi abbiamo nel giardino un vitigno di questa meravigliosa uva e confermiamo la sua bontà.
    Cordiali Saluti,
    Gianluca e Valentina

  2. giannitos ha detto:

    Dove è il vostro giardino ?
    ciao

  3. anonimo ha detto:

    Da bambino, il babbo mi portava nel "campino" dove c’erano le viti e tra le quali ce n’era una di UVA SALAMANNNA. Io ne ero goloso e non esisteva miglior premio che farmi cogliere uno di quei grappoli succulenti.
    Italo Calvino è stato come me affascinato da questa uva e dall’inusuale luogo in Firenze dove questa maturava.
    Il campino, dopo la morte del mio babbo, ci è stato sottratto con esproprio e tutto quanto di affascinante c’era, è stato demolito per renderlo un moderno spazio di verde pubblico.
    Ho comprato in Maremma una piccola casetta con un miniscolo pezzo di terreno e lì adesso pianterò un paio di viti di Uva Salamanna in ricordo del mio babbo.
    GRAZIE E CARI SALUTI.

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