Peraltro

Ci sono delle parole poco usate che ad un certo punto, non si sa come e perchè, conoscono una inarrestabile diffusione, dando luogo a una vera e propria epidemia o addirittura ad una pandemia.

La congiunzione peraltro  fino a qualche anno era molto usata – per quel che ne so – solo in ambito burocratico (soprattutto nelle circolari e simili) ed aveva un significato lievemente avversativo.

Oggi è divenuta tuttofare: può sostituire praticamente tutte le altre congiunzioni, dando probabilmente in chi la usa un’impressione di eleganza verbale; ed è usata smodatamente soprattutto da politici, giornalisti, scrittori e altre persone in vista. E quindi diffusa a piene mani dai mass media.

Inutile dire quanto mi infastidisce questo abuso, come quello di altre locuzioni di derivazione specialistica entrate a far parte dell’uso comune, talvolta come insulse metafore: allo stato (in luogo di allo stato attuale dei fatti), staccare la spina (al governo), mettere in sicurezza (in origine un ponte o una galleria, oggi perfino i diritti dei cittadini).

Insomma ( o peraltro ?) un altro tassello della anonima campagna per l’imbarbarimento della lingua italiana.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

3 risposte a

  1. lavinza ha detto:

    trovi?
    credo che la lingua italiana sia particolarmente statica, confrontandola all’inglese, ad esempio.

    certo, “peraltro” o “momentino” o “attimino” o te lo “messaggio” non è esattamente un progresso, ma è pur sempre un movimento.

    o sei anche tu per il ritorno al latino?
    :^)

    a presto. seppure…

  2. anonimo ha detto:

    In confronto all’inglese non lo so, ma non direi che la nostra è una lingua statica.
    In questo caso peraltro non è un problema di movimento, bensì di abuso.
    Quanto al latino sono perchè rimanga nella scuola italiana.
    giannitos

  3. anonimo ha detto:

    La mia tesi è piena di “peraltro”, andava di monda negli anni 90. Comunque si può usare “peraltro” piuttosto che “invece” piuttosto che “altrimenti”, ne risulterà un valore aggiunto per la lingua italiana e uno step decisivo nella filiera dell’italiano. E’ chiaro?
    Assolutamente sì, ciao ciao ciao
    Namasté

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...