Parli come badi

Un segnale evidente della decadenza non solo linguistica ma anche politica, morale, culturale e -perchè no ?- gastronomica dell’Italia è l’uso e l’abuso di parole astruse e/o improprie. Certe espressioni sono come la peste nel ‘600, si diffondono presto e bene e non si sa chi ringraziare.

La gente normale dice che una proposta è inaccettabile: i nostri politici-sindacalisti-giornalisti-intellettuali (non tutti per fortuna ma tanti sì) da un po’ di tempo dicono irricevibile, che nella loro testolina è un sinonimo forbito ma in realtà è un termine giuridico (riferito alla presentazione di un’istanza a una autorità non competente).

Un tempo (o ancora?) nelle scuole si faceva il gioco del silenzio: oggi si potrebbe fare qualcosa di simile mettendo un gruppetto di politici-sindacalisti-giornalisti-intellettuali in un talk-show (per farli sentire a loro agio) e vince chi riesce a non dire assolutamente sì-assolutamente no. Ma si potrebbe anche prendere un gruppetto di persone qualsiasi e il giochino verrebbe bene lo stesso.

 In quanti siamo rimasti a non usare il demenzial-popolare piuttosto che al posto di oppure ? Si potrebbe andare al cinema piuttosto che al bar piuttosto che al giardino zoologico piuttosto che a cavallo… piuttosto che a dire stronzate.

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5 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    E che dire di coloro che non sanno che “ovvero” significa “oppure” e non “cioè”? Sono tanti. Ma tanti…

  2. anonimo ha detto:

    e vogliamo parlare di “davvero” e “veramente”? che bisogno c’è di ribadire ad ogni piè sospinto che una cosa è davvero blablabla o che c’è bisogno veramente di blablabla? a me sorge spontanea diffidenza contro chi inserisce questi avverbi nell’intercalare. ultimamente l’ha fatto anche veltroni, ahimè
    brdpk

  3. giannitos ha detto:

    Grazie per i contributi. Purtroppo la lista è lunga ….

  4. namaste ha detto:

    Suggerisco la lettura dell’ultimo libro di Severgnini, molto istruttiva per i massacratori della lingua italiana.
    Namasté

  5. lavinza ha detto:

    ahi.

    sono una fogna di parole improprie.
    soprattutto nel parlare.

    se mi dessero un soldino ogni volta che utilizzo espressioni tipo “francamente”, o “devo dire che”, o ancora più comico “in verità…” sarei a posto.

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