La ragazza del lago

Andrea Molaioli ha quarantanni, ha fatto l’assistente alla regia con Moretti Mazzacurati Calopresti; e il suo primo film da regista è un gran bel film. Il merito va in buona parte al bravissimo Toni Servillo, attore teatrale prestato al cinema, indimenticabile Titta in  Le conseguenze dell’amore di Paolo Sorrentino. Qui è un commissario che indaga su un delitto di cui non cerca indizi di colpevolezza nè prove materiali; segue le tracce del colpevole nei rapporti fra le persone, scava con decisione e delicatezza nei sentimenti di quelli che facevano parte della vita della ragazza assassinata. Del cadavere non gli interessano i segni della violenza, bensì la posizione quasi di riposo in cui il corpo è stato adagiato sulla riva del lago.
Non è un giallo, o meglio è qualcosa di più e di diverso: un film sul dolore e sulla follia, sui genitori e i figli.

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2 risposte a

  1. anonimo ha detto:

    in attesa che esca il dvd, io sto leggendo (una riga alla settimana) il libro da cui è tratto il film. si chiama “lo sguardo di uno sconosciuto” ed è ambientato in norvegia, lo sapevi?
    brdpk

  2. giannitos ha detto:

    Ciao Bradi, il DVD è già uscito (io l’ho visto lì).
    Sì, sapevo che è tratto da un romanzo norvegese.
    ciao

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