Il tempo del couscous

Troppo lungo il film (due ore e mezzo) e troppo lento ? Scene che sembrano non finire mai (il pranzo in casa una ventina di minuti) ? Dialoghi lunghissimi ? Certo siamo abituati alla rapidità, tutto è veloce, le email e il panino, la tv e l’auto finchè non si blocca nel traffico. 

Il cous cous invece richiede una preparazione lunga e si mangia con lentezza in una atmosfera conviviale: come tanti piatti della nostra tradizione, il bollito per esempio.

Ecco, il film del tunisino Kechiche (che secondo qualcuno doveva vincere a Venezia) ci costringe a recuperare la lentezza, ed è una dolce costrizione. Un film indimenticabile, non fosse altro che per la lunghissima scena del pranzo, con le inquadrature ravvicinate dei volti e delle mani, delle bocche impegnate a masticare e a parlare, la sensualità delle donne (e chissà, anche degli uomini) quando mangiano di gusto.

Il giorno dopo ho fatto un cous cous di pesce, niente a che vedere con quello preparato dalla ex moglie di Slimane, il protagonista; ma si può migliorare.

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2 risposte a Il tempo del couscous

  1. lavinza ha detto:

    anche a me è piaciuto molto. ma pur sempre un po’ troppo lunghetto.

    come certe pietanze che ti piacciono anche se poi le digerirai a sera. ma non per questo non le mangi.

  2. Pingback: l’amore ai tempi del cous cous | CorpoAnima&Frattaglie

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