Vittime

Ho visto Il giardino di limoni (Lemon Tree) mentre I’esercito israeliano sta attaccando la striscia di Gaza-Hamas. E da poco ho letto A un cerbiatto somiglia il mio amore. Bello il film, che guarda in modo incruento quanto doloroso il conflitto; bellissimo il libro di Grossman, duro e difficile da digerire, non succede nulla o quasi, ma tutto è già successo ad Orah e in Israele-Palestina.
La questione è assai complessa, si sa, soprattutto da risolvere. Ma il punto di partenza, mi pare, è capire chi sono le vittime. I palestinesi sono gli oppressi e le prime vittime; ma anche gli oppressori israeliani sono vittime, in primo luogo di sè stessi, della contraddizione (insanabile ?) fra uno stato di cui non si può negare il diritto di esistere e la impossibilità di esistere senza la guerra.
Una volta tanto io e Indy ci troviamo d’accordo su una destinazione, Israele per l’appunto. Ma poi saliremo su un autobus, le dico, e gireremo per Gerusalemme senza paura ?

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