Senza internet

Stimolato da un articolo di Tuttolibri ho preso il libro postumo di Angelo Morino Quando internet non c’era e l’ho letto tutto d’un fiato. E’ un diario con vaghi riferimenti temporali, dagli anni dell’università (con la nascita della passione per la letteratura ispanoamericana) fino ad un indefinito prima della sua morte improvvisa a 57 anni, nel 2007.

Non avevo mai sentito parlare di Morino, professore universitario, traduttore e scrittore, consulente editoriale.
Il diario è un intreccio inestricabile della sua passione (e professione) con la sua vita, l’omosessualità mai nascosta, tormentata e raccontata in modo esplicito.
Ma quel che mi ha appassionato è la sua ricerca su una scrittrice cilena, Maria Luisa Bombal , che attraversa tutto il libro e spiega il titolo: quando internet non c’era, quanto era difficile trovare notizie e documenti.
Angelo Morino cerca in biblioteche e librerie, in Italia e all’estero; si reca in America latina per parlare con persone che possono aiutarlo; ordina all’estero libri che arrivano dopo mesi o non arrivano. Nel corso di molti anni riesce a raccogliere molto materiale; traduce e nel 1997 pubblica le opere della Bombal col titolo L’ultima nebbia. Della Bombal gli interessa l’attività di scrittrice ma anche le vicende della sua esistenza, che si rivelerà tormentata come e più di quella dello stesso Morino.
Sempre più mi sento attratto proprio da quello che, nello strutturalismo, viene evitato ( “le vite degli scrittori e le loro relative ingerenze nelle opere” , dice alcune pagine prima). (…) Adesso, invece, non faccio che domandarmi se la biografia di uno scrittore sia davvero un elemento da cui, analizzando la sua opera, si può prescindere. (Quando internet non c’era, p. 55)

E’ successo anche a me, di sentire il bisogno di conoscere la vita di un autore, dopo aver letto ( o ascoltato) la sua opera. E’ successo con Tomasi di Lampedusa, con Richard Yates e con Fabrizio de Andrè.

Aggiornamento (gennaio 2010) : Preso e letto In viaggio con Junior

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3 risposte a Senza internet

  1. anonimo ha detto:

    anche a me è successo, in alcuni casi in cui l’opera era palesemente specchio della biografia.
    D’altra parte riflettevo ultimamente su questa cosa: qualcuno mi ha detto “non leggo la Vargas perché difende Battisti. Invece amo Simenon”. Ma se uno dovesse giudicare l’autore in base alla vita, da quello che si sa Simenon era quantomeno un bel porco. Io comunque leggo sia la Vargas che Simenon.
    Questo per dire che la biografia di un autore è importante, ma allo stesso tempo non lo è.

  2. giannitos ha detto:

    D’accordo, non si tratta di giudicare le opere di un autore sulla base della sua vita. E anche le “ingerenze” (le chiama Morino) possono essere interessanti ma non essenziali.
    Invece per me è proprio la curiosità di conoscere un po’ l’uomo (o la donna) che ha scritto cose belle: e anche lo “scarto” fra l’opera e la vita mi pare significativo e quasi normale (quanti dottor Jekyll e mister Hyde ci sono a giro, anche vicino a noi o in noi !)

  3. giannitos ha detto:

    Dimenticavo, lo stesso Morino vive e mostra apertamente la contraddizione fra una vita spesso disordinata e dissoluta e l’attività di studioso e scrittore.

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