Parole estinte – Cànova

San Bartolo a Cintoia, il posto dove vivo, fino agli anni ’60 era un piccolo borgo nella campagna intorno a Firenze, verso Scandicci. Negli anni ’50 era sorta la città satellite dell’Isolotto, inaugurata dal Sindaco La Pira. Negli anni ’70 iniziarono i nuovi programmi di edilizia popolare nella zona compresa fra l’Isolotto e Mantignano ( i primi palazzoni del I.A.C.P. sorsero proprio a San Bartolo, in via dell’Argingrosso); oggi quella zona è completamente urbanizzata.

Fra le vestigia dei tempi in cui San Bartolo era un’isola nella campagna c’è ancor oggi questa insegna:

SALE E TABACCHI N. 4
CANOVA DI VINO E ALTRI GENERI

La cànova è una Bottega dove si vende vino al minuto, talora anche pane e altri commestibili: era una canova, poteva vendere vino soltanto a fiaschi (Pratolini).” (dal Vocabolario Treccani online).
Il termine è attestato nel Vocabolario della crusca fin dalla prima edizione del 1612 con quel significato e più ampiamente nella quinta edizione (1863-1923); è presente anche sul mio Devoto-Oli (ed.1967), ma non sul Vocabolario del Fiorentino Contemporaneo. Oggi infatti il termine dovrebbe essere completamente desueto, almeno a Firenze.

Eppure la memoria della cànova non si è perduta del tutto, se questa enoteca online (con sede a Firenze) si chiama proprio così.

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