Il re batte un colpo
Verso il Marocco (3)

Lo scorso 20 febbraio, prima epifania del Movimento, circa 300 mila persone erano scese in strada, in cinquantatre centri abitati del paese, per chiede la fine dell’assolutismo monarchico e il passaggio immediato ad un regime democratico. Da allora le manifestazioni e i sit-in sono proseguiti in maniera spontanea, tanto nelle grandi città della costa atlantica quanto nei piccoli villaggi delle regioni interne. ( Rumori dal Mediterraneo, oggi)

Jacopo G., il blogger di cui sopra riferisce di repressioni delle manifestazioni: anche nove morti registrati durante le manifestazioni di fine febbraio (sette nella sola regione del Rif).
(…)Il Movimento 20 febbraio, tenuto in scarsa considerazione dalle forze politiche nazionali al momento della sua comparsa e screditato dalla stampa (Aujourd’hui le Maroc, Al Massae, Pouce…), che non ha perso occasione per insultarlo e attaccarlo mostrando mancanza di professionalità, sembra aver già raggiunto un primo risultato. Le sue proposte, le sue rivendicazioni e le sue dimostrazioni sono al centro del dibattito che ha animato l’opinione pubblica nelle ultime due settimane. (…)

Tutti i partiti (anche i più conservatori e fedeli alla monarchia), perfino i giornali di regime sembrano ormai convinti della necessità delle riforme. Un voltafaccia che da un lato cerca di indebolire il potenziale “rivoluzionario” del movimento, ma che dall’altro aumenta le pressioni sul sovrano da cui tutti, politici, intellettuali, e rappresentanti della società civile, si aspettano una risposta immediata e concreta.(…)
P. S.: Mentre stavo scrivendo questo articolo è arrivata la risposta ufficiale di Mohammed VI alle rivendicazioni del Movimento 20 febbraio. Il sovrano, nel suo discorso alla nazione pronunciato la sera del 9 marzo, ha annunciato la formazione di una commissione (di sua nomina) che si incaricherà della revisione della costituzione e che dovrà sottomettere allo stesso re i suoi risultati entro il prossimo giugno. Le linee guida su cui lavorerà la commissione, enunciate nel discorso, sono incoraggianti (applicazione delle raccomandazioni dell’IER, indipendenza della giustizia, riconoscimento costituzionale dell’identità amazigh e maggiori poteri al primo ministro), ma non viene fatta alcuna menzione all’eliminazione dell’articolo 19 dell’attuale costituzione che, stabilendo la sacralità del monarca, è di fatto il perno del potere assoluto in mano al sovrano. Sarà interessante vedere quale sarà la reazione del Movimento (che ha previsto una nuova giornata di mobilitazione nazionale domenica 20 marzo), se i giovani dissidenti marocchini si piegheranno alle concessioni (verbali) di Mohammed VI o continueranno il loro cammino fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati.

Su La Stampa online la notizia del discorso del re, piuttosto dettagliata.

 

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