Il prezzo dei libri. Che ne penso ?

Prime osservazioni a caldo.
Il primo effetto della legge sarà che non ci saranno più i megasconti su Amazon (e meno mega su altre librerie online); ma il comma 5 dell'art. 2 lascia probabilmente aperto un varco in cui si infileranno i grandi, per gli stock di libri pubblicati da oltre venti mesi e acquisiti da almeno sei mesi dalla libreria o altro venditore al dettaglio (?!), per i quali non vale il limite.

A Fahrenheit ho sentito che il limite agli sconti servirà però a calmierare i prezzi di copertina, perchè gli editori alzano i prezzi per praticare sconti elevati ai grossi rivenditori che poi faranno grossi sconti ai clienti: pare che l'effetto calmiere abbia funzionato bene in Francia (dove il prezzo dei libri è in linea con l'aumento del costo della vita) e non solo; ma in Francia il limite agli sconti è il 5%. 

Il secondo effetto sarà, speriamo, quello di consentire la sopravvivenza delle librerie tradizionali: a me interessa che non chiudano le piccole librerie, quelle in cui posso parlare col librario; nei supermercati del libro (Feltrinelli e simili) trovo libri esposti e basta, l'unica informazione che ottengo (non sempre) è come trovare il libro sugli scaffali.
Dico speriamo perchè la legge arriva tardi e con il limite evidente di regolamentare solo i prezzi: in altri paesi ci sono anche politiche di sostegno alla lettura, di cui qui si parla poco e si fa meno (a parte le biblioteche di pubblica lettura e non tutte).

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4 risposte a

  1. tittidiruolo ha detto:

    Ciao Giannitos !!!!! ora leggo  poi commento.. io sul mio blog parlo di amenità..  piacere di trovarti su questa piattaforma che accomuna tanti amici veri e virtuali, ..

  2. anonimo ha detto:

    Da privilegiato snob mi interessa poco se i libri aumenteranno o diminuiranno di prezzo.
    E le "librerie tradizionali" meritano di essere tutelate? Bohh …

    I tanti italiani rincretiniti possono tranquillamente andare a farsi fottere.
    Sto slittando sempre più verso una vita più spensierata, leggera, in cui mettere a frutto quello che ho, e sbattermene di cosa gli italiettani (= abitanti dell'italietta) potrebbero fare, avere, migliorare …

    Valerio

  3. tittidiruolo ha detto:

    Dunque, se la legge serve davvero a calmierare i prezzi.. ben venga, anche se sono molto cattiva e ho poche speranze che i prezzi possano calmarsi..

    Un c'entra nulla  OT
      io sfrutto moltissimissimo le amiche che leggono e chiedo in prestito, sono precisa a restituire , quindi mi trattano bene, amavo la vecchia biblioteca dell'isolotto , ora la bibliotecanova mi fa un po' sgrunt.. 'un ci 'hapisco nulla.. con quelle colonne , ma trovo comunque..
     
    Mi preoccupa un po' di più che lo scolastico sia tutto on line dal 2013..
    mi preoccupa che non sia passato il ricorso al TAR per i libri scolastici..
     

    per questa legge che citi tu vedremo…

     accià
    M.

  4. GianniLP ha detto:

    Partiamo da un dato di fatto: sul mondo dell'editoria pende la spada di Damocle dell' e-book. Quello che nessuno sa è se, quando e in quale misura l'e-book si sostituirà al libro cartaceo.

    Se davvero gli e-book prendessero il posto dei libri di carta (bibliofili, inorridite pure ma è una possibilità molto concreta, anche se forse non vicinissima nel tempo) il mercato del libro come lo conosciamo oggi sparirebbe: addio libri di carta, librerie, rappresentanti di libri. E forse anche addio scrittori (e libri?), se agli editori sfuggisse di mano la questione del diritto d'autore. E' avvenuto nel settore della musica: l'arroccamento delle majors a difesa dell'indifendibile (l'assurdo prezzo del cd) ha portato alla diffusione dei sistemi di scambio file che hanno fatto crollare il mercato; tutti i tentativi di inserire a posteriori sistemi DRM hanno ulteriormente allontanato i consumatori dalla musica "legale". Molta gente continua ancora a vivere di musica solo perchè i veri guadagni, per i musicisti, sono sempre arrivati dalle esibizioni dal vivo.

    Per il mondo del libro il passaggio al digitale potrebbe quindi essere ancora più traumatico (niente concerti!). Non c'è da meravigliarsi se le case editrici stanno facendo "resistenza passiva", tenendo il prezzo dell'e-book sugli stessi livelli di quello del libro di carta. Ma si tratta di una evidente forzatura: un oggetto materiale che non ha costi di carta, stampa, trasporto, ricarichi (rappresentante, distributore, libreria) e resi (aspetto importantissimo!) non può costare la stessa cifra di quello materiale.

    Prima o poi questa forzatura cadrà e l'e-book diventerà un pericolo per tutti coloro che oggi vivono dell' "oggetto" libro. Cosa accadrà? Sicuramente i libri di carta resteranno, ma in quale scenario? i best-seller passeranno al digitale mentre solo testi di più bassa tiratura rimarranno appannaggio di piccole librerie frequentate da appassionati bibliofili? oppure, al contrario, solo i best-seller potranno essere venduti in formato cartaceo a costi non troppo lontanti da quelli del formato elettronico, mentre le case editrici di nicchia passeranno in massa al "solo elettronico" per azzerare gli onerosissimi costi di distribuzione?

    Che fine faranno le librerie? le piccole sopravviveranno avendo una propria nicchia consolidata? quelle grandi potranno continuare a fare le librerie o dovranno allargarsi ad altri generi merceologici?

    Non sono un esperto e non so immaginare bene. Ma una cosa è certa: siamo potenzialmente di fronte ad una totale rivoluzione del mondo del libro, di fronte alla quale la questione degli sconti appare veramente poca cosa.

    Dico però questo: comunque la si metta, l'argomento "prezzo del libro" (non il costo) è decisivo. il prezzo può essere una delle principali leve in mano agli operatori del settore  (tutti, dall'editore al librario) per riuscire "a sfangarla". Mettere rigidità nella gestione del prezzo mi sembra decisamente poco saggio.

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