Marmellata d’arancio

A notte fonda ho finito Cronaca familiare: una lunga lettera di Pratolini al fratello Dante/Ferruccio, dopo la sua morte precoce. Una vita difficile quella di Ferruccio, senza madre (morta) e padre (vivo).
Il libro mi ha coinvolto molto, per varie ragioni; mi ha anche commosso e un po’ sconvolto. Mi ha fatto pensare a persone morte e ad altre vive, che hanno pesato e pesano sulla mia non difficile vita. Ma di questo non posso parlare sul blog.

Parliamo piuttosto di marmellata d’arancio. Vasco bambino, con la nonna, ogni settimana va a trovare il fratellino, adottato dal maggiordomo del Barone di Villa Rossa.
Ci rimandava alla prossima settimana. Nell’accomiatarsi ci offriva dei crostini con burro e marmellata. Marmellata di arancio.
Più volte ritorna nel libro: anche poco prima della fine Ferruccio chiede al fratello la marmellata d’arancio, che lui non trova (siamo nel 1945). E poi nell’ultima pagina:
Quella mattina del nostro congedo, mi trovai col viso contro una vetrina di via Salaria ov’erano esposti, l’uno sull’altro a piramide, barattoli di conserva dolce. Alla sommità della pila stavano i vasetti di marmellata d’arancio.

Mi piace molto la marmellata d’arancio, ma non è questo il punto. Il punto è che ho sempre pensato che fosse sbagliato chiamare il frutto arancio, al maschile; anzi pensavo che fosse un vezzo, un’ erronea pretesa di finezza lessicale. Arancio è l’albero (e il colore), arancia il frutto. Poi vedo che lo usa Pratolini, ripetutamente (solo una volta parla di marmellata di arance) e mi viene il dubbio: cerco sulla Crusca e trovo una vera e propria dissertazione. Che si può così sintetizzare: c’è stata e c’è una costante oscillazione fra i due termini arancio/arancia ad indicare il frutto. Nell’uso attuale, di contro alla grande diffusione di arancio e alla sua legittimazione da parte della lessicografia, permane la sensazione di una maggior correttezza attribuita al femminile (…) Il femminile è considerato più corretto in quanto l’opposizione di genere è tipica nella nostra lingua, a parte rare eccezioni, per la differenziazione ‘albero’ vs ‘frutto’ (…) D’altra parte a favore del maschile c’è che la stessa situazione (un’unica forma maschile per albero e frutto) è tipica della quasi totalità dei nomi degli agrumi (a partire dai più comuni, limone e mandarino, e poi cedro,bergamotto, pompelmo).
La conclusione della redazione cruscante: Come per altre voci è probabile che la lingua italiana continuerà a prevedere la compresenza delle due forme, con prevalenza del femminile nell’uso scritto e maggior diffusione del maschile nelle varietà regionali parlate di gran parte della penisola.

Ora però mi è venuta voglia di marmellata di arance e vado a comprarla.

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4 risposte a Marmellata d’arancio

  1. umberto ha detto:

    Interessanti le dissertazioni aranci/ e frutto di notevole curiosità culturale.Ma se Pratolini usa la forma lessicale “marmallata di arance”,se uso il plurale dico”marmellate (che rimane plurale femminile) di aranci? BACINI!!!!!!!!!

  2. koredititti ha detto:

    la marmellata di arancia …ammemmi garba di mor(l)to.. si pole dire?? :D:D

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