Il primo uomo

Fra i tanti film che non ho visto (e che avrei dovuto vedere) ce ne sono molti di Gianni Amelio; dopo aver visto questo ultimo (bellissimo) ho pensato di farmi una piccola personale retrospettiva.

Il film è un adattamento dell’omonimo romanzo incompiuto di Camus, del quale confesso di non aver mai letto nulla; ora, grazie al neonato prestito di ebooks, ho Lo straniero da leggere.

La vicenda si svolge ad Algeri nel 1957, lo stesso del film di Pontecorvo, nei primi anni della guerra di liberazione contro la dominazione francese. Il protagonista è uno scrittore, francese nato in Algeria (come Camus) in una famiglia povera dominata da una nonna autoritaria, con una madre analfabeta e un padre morto nella prima guerra mondiale. E’ un’altalena fra l’infanzia del protagonista ed il suo ritorno ad Algeri dove vive la madre, che non se la sente di tornare in Francia ( è bella, dice, ma non ci sono gli Arabi).

Forse non è un caso se il film esce all’indomani della primavera araba. E per me è anche fresco il ricordo del recente viaggio in Marocco. Assolutamente da vedere, ho già voglia di rivederlo.

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