Il Maestro e Marietta

tintoretto… Marietta si voltò verso la madre, e mi vide. Istintivamente feci un passo indietro, e mi nascosi nell’ombra del portone.
Ma lei mi aveva riconosciuto e già mi correva incontro, stringendo il gattino contro la gola. C’era gente sul campo della chiesa. E con me c’erano ancora i due monaci. (…) Cornelia tentò di fermarla, ma Marietta le sfuggì, attraversò il campo e mi si avvinghiò alle ginocchia. Chi è ‘sto fiolo, Maestro, lo conosci ? mi chiese il priore. No, risposi, col viso infiammato come un prosciutto. Cioè sì, è figlia di una tedesca, non ricordo il suo nome.

Il Maestro è Tintoretto, siamo a Venezia alla metà del ‘500. Marietta è la figlia primogenita del pittore nata, prima del matrimonio con Faustina, dal rapporto con Cornelia. Alla morte della madre Marietta andrà a vivere nella famiglia del pittore, che dalla moglie ebbe altri sette figli.
Il libro, bellissimo, da cui è tratto il brano è La lunga attesa dell’angelo, di Melania Mazzucco. E’ la storia romanzata della vita di Jacomo (o Jacopo) Robusti, detto il Tintoretto perchè figlio di un tintore di panni e di piccola statura. Per la scrittrice Marietta è la figlia prediletta, legata al padre da un rapporto intenso e problematico; ed anche ritrattista di fama e donna libera.

Ho scoperto la Mazzucco leggendo il suo ultimo romanzo Limbo e mi ero ripromesso di leggerne altri. Questo appena letto mi conferma, se ce ne fosse bisogno, che è una vera scrittrice, non uno di quei dilettanti che oggi riempiono le librerie e scalano le classifiche dei best sellers. Su Wikipedia c’è una voce ben fatta, che ne documenta l’attività professionale.

Quando ho acquistato su Amazon La lunga attesa dell’angelo (2008), ho preso anche il libro della Mazzucco uscito l’anno successivo: Jacomo Tintoretto e i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana. Quando è arrivato sono rimasto stupito: un volume di 1020 pagine, le dimensioni di un dizionario di media grandezza; e non avevo capito che si trattava di un saggio, frutto di molti anni di studi e ricerche. E’ stata una fortuna non aver capito, altrimenti non l’avrei comprato: perchè ora ho iniziato a leggerlo ed è bellissimo.

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