Zelig in cucina (canederli)

Quando mi trovo in posti piuttosto lontani da Firenze mi capita sovente di essere incuriosito e anche affascinato dalla cucina del luogo. Talvolta addirittura sento il bisogno di provare a replicare una pietanza e in tal modo avvicinarmi alla cultura materiale di cui fa parte. Una sorta di Zelig culinario insomma (mi riferisco a Woody Allen, non a Bisio).

20130719-143452.jpg
In queste terre al confine di quella che fu la Mitteleuropa sono attratto da un cibo che appartiene a quest’area: i canederli, dal tedesco knodel, che qui in Val di Fassa in Ladino chiamano bales (palle). E infatti la forma sferica è ciò che li caratterizza, perché dal punto di vista degli ingredienti le varianti sono pressoché infinite. È un po’ come la pasta ripiena, che però ha anche molteplici forme.
Alla base dei canederli c’è il pane raffermo, oppure patate, semolino, ma anche riso formaggio carne o pesce.
All’origine erano un piatto povero, con cui si riutilizzavano avanzi e in primo luogo il pane raffermo, come tanti altri piatti (panzanella, ribollita, pappa al pomodoro per citare quelli toscani).
I miei primi canederli li mangiai a Bolzano molti anni fa; da allora ho creduto che fossero solo in brodo, finché non molto tempo fa ne ho scoperti di ottimi asciutti

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in a tavola, alla voce Cultura. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...