La riscoperta del caffellatte

Non riesco a trovare una foto di caffellatte sul web, ci sono solo cappuccini. Allora me la faccio la foto e poi me lo bevo, domattina (riscaldato) perchè oggi ho già dato.

fotoCL

Dunque volevo dire che ho riscoperto il caffellatte, che sarebbe un po’ come dire ho riscoperto l’ombrello. Mi spiego.
Da qualche settimana – complice una ottima marmellata casalinga d’albicocche – ho abbandonato  la colazione a base di cereali e mi sono buttato sul caffellatte con pane burro e marmellata; cioè pane e marmellata e poi pane e burro, rigorosamente in questo ordine. Il pane imburrato e poi cosparso di marmellata non mi è mai piaciuto. Amen.

Sono nato e cresciuto a caffellatte etc. perchè negli anni 50 del novecento erano la colazione normale. Quando ero ragazzo si usava il caffellatte talvolta anche per cena, e non solo nelle famiglie povere. Oggi ho idea che fra gli under 60 questa colazione sia diventata rarissima. Eppure dopo una colazione così arrivo bene all’ora di pranzo, e mi pare di essere anche più vispo. Insomma sto pensando di lanciare una campagna a favore del caffellatte, in via d’estinzione.

P.S.
Per i puristi della lingua, cruscanti filocruscanti e affini preciso che la forma caffeLLatte è la più comune e anche la più corretta. Ipse dixit.

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8 risposte a La riscoperta del caffellatte

  1. MARILENA ha detto:

    Sono under 60 (anche se di poco, però perché non rimarcarlo !). Da una vita la mia colazione è caffellatte. Allevata con quello, dentro al quale ci facevo la zuppa con il pane avanzato dal giorno prima. Oppure mi davano pane e burro cosparso con lo zucchero (una bomba calorica). Crescendo è rimasto solo il caffellatte (un medico mi disse che comunque anche da solo è già un’ottima fonte calorica per affrontare la giornata). Che bella la mia moca che sbuffa all’alba !
    Mio figlio l’ho allevato così: siamo tra i rarissimi.
    Se lanci una campagna, passa parola che ti sostengo.
    PS: ho un unico cruccio: fatico a bere il latte quello vero, appena munto (quello che quando lo fai bollire ti produce uno strato di 3 cm di panna). Evidentemente mi sono assuefatta al latte-acqua che ci vendono.

    • giannitos ha detto:

      a me invece non è mai riuscito convincere i miei figli, ma forse non ero abbastanza convinto io; ma tu dove lo trovi il latte vero ?

      • MARILENA ha detto:

        E’ mio padre che ha ancora gli agganci con i vecchi contadini del paese dove è nato. Ogni tanto va e mi procura latte (a volte arriva con il bottiglione ancora tiepido), formaggi e ricotta. Ma ti assicuro che mentre i formaggi e la ricotta sono una favola, con il latte fatico parecchio, è pesante e corposo anche dopo averlo bollito e schiumato della relativa panna. Eppure ci sono cresciuta con quel latte, quindi significa che quello che acquistiamo, per quanto di qualità, deve essere “allungato” non poco.

  2. giannitos ha detto:

    Anche io da ragazzo bevevo il latte “munto”: mi ricordo che andavo dal lattaio con la bottiglia, che lui riempiva dal bidone. Eppure la centrale del latte a Firenze c’è da quando avevo tre anni: ma probabilmente c’è voluto del tempo prima che le bottiglie confezionate sostituissero completamente il latte “sfuso”.
    Certamente poi ci siamo disabituati al latte intero propriamente detto e ora è difficile sopportarlo.

  3. pyperita ha detto:

    Io bevo tè, ho smesso di bere latte una vita fa. Adesso non digerirei neppure quello del supermercato a lunga conservazione…

  4. umberto ha detto:

    Leggendo, subito il ricordo di un tavolo modesto, un mobiletto da cucina più volte riverniciato,qualche sedia non troppo stabile,una lampada ad acetilene appesa al soffitto,una stufa a legna con il piano e cerchi di ghisa, unica fonte di riscaldamento di una casa grandissima data in uso dalla chiesa(poi se ne dice male) ad una famiglia con 5 figli e la mamma incinta a43 anni.L’odore del pane “abbruscato “sul piano della stufa già accesa e una ciotola grande di caffellatte caldo dove facevo la zuppa. Latte del contadino misto pecora/mucca. Il ” caffé ” composto da orzo, caffé poco e ghiande di quercia, il tutto tostato e macinato e una specie di napoletana per farne uscire un prodotto dal sapore indefinibile. Sono cambiati gli ingredienti ma non il rito del caffellatte tutte le mattine.Tre modesti consigli per il latte. o lo importate direttamente dalla Croazia , eccezionale,o aggiungete due cucchiai di panna sul latte in commercio prima di riscaldarlo, o adoperate Mukki” Il Podere Centrale ” latte intero da agricoltura biologica,sicuramente il più vicino a gusti retrò. Auguri e buona colazione!!!

    • giannitos ha detto:

      A sentirlo raccontare sembra che tu ci fossi ! Grazie per i consigli, proveremo e Le sapremo dire.

      • umberto ha detto:

        I lampi dei ricordi sono ancora così vivi che sicuramente c’ero. E pensare che il tutto é incominciato quando ero appena ” treenne”, segnali evidentissimi di bambino prodigio poi tutto perduto nel correre del tempo, il bambino/ragazzo e purtoppo anche il prodigio.

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