Il caos e l’acqua alta (Pratolini a Venezia)

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L’ Acqua alta è la cosa che mi ha colpito di più in questa Venezia autunnale; è una libreria molto sui generis a poche centinaia di metri da San Marco, vicino alla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo.
Libri usati e non, stampe, cartoline…di tutto. Tutto ammassato e mescolato in una sorta di caos apparentemente  impossibile da esplorare. Ma da questo caos emerge poi un ordine, in gran parte evidente solo ai librai e al gatto nero ( che senza dubbio mangia topi di biblioteca).

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Girello fra stanze e corti con scale fatte di libri che hanno perso ormai del tutto la loro funzione originaria ma non il loro aspetto.
C’è una gondola, alcuni kajak e altre cose che rimandano al mare e ai viaggi.

Chiedo al libraio se ha libri di Pratolini; sembra un po’ perplesso ma poi mi conduce in un angolino dove abita lo scrittore fiorentino; fra i 15-20 volumi c’è un buco che ieri non c ‘era, mi dice, è un volume che qualcuno ha sfilato e appoggiato sotto.
Capisco subito che c’è qualcosa di interessante: sono volumi di 50-60 anni fa, talune prime edizioni. Prenderei tutto o quasi, i prezzi sono buoni; ma mi trattengo e alla fine ho in mano sette volumi. Cosa ci fa con quei libri ? mi chiede; li prendo, cioè vado alla cassa. Bravo, sono contento, anche perchè ho bisogno di spazio.

C’è una straordinaria prima edizione di Cronache di poveri amanti (Vallecchi, 1947), il romanzo che fece conoscere Pratolini al grande pubblico; la prima edizione di Lo scialo (Mondadori, maggio 1960, in due volumiimportante perchè è il primo libro che Pratolini pubblicava col nuovo editore (nel 1976 uscì una edizione profondamente riveduta); Cronaca familiare (Mondadori, IX edizione agosto 1967); Metello (Mondadori, III edizione novembre 1961) con la sopracoperta originale e l’etichetta della Libreria Tarantola di Campo San Luca a Venezia; Diario sentimentale (Mondadori, I edizione aprile 1962); e infine La costanza della ragione (Mondadori, II edizione luglio 1963) con la sopracoperta originale.

IMG_20131201_110954_editedIl gatto nero che presidia il banco su cui si trova la cassa non vuole lasciarmi prendere il sacchetto con i libri; dopo alcuni tentativi e qualche graffietto sulla mano mi impossesso del prezioso pacco e mi avvio soddisfatto verso l’uscita.
Il posto richiederebbe una visita più lunga e accurata, ma abbiamo altri programmi. La prossima volta a Venezia ci dedico una mezza giornata.

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2 risposte a Il caos e l’acqua alta (Pratolini a Venezia)

  1. Sembra un luogo pieno di fascino. Un po’ immodesto il libraio, visto il cartello “the most beautiful bookshop in the world”! :). Ciao.

  2. giannitos ha detto:

    Direi che è un’affermazione enfatica ed autoironica, oltre che immodesta

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