Beati i miti

philomena

Fa un certo effetto vedere Philomena di Stephen Frears e ascoltare le parole di papa Francesco ieri :

Mi viene da pensare alla tentazione, che forse possiamo avere noi e che tanti hanno, di collegare l’annunzio del Vangelo con bastonate inquisitorie, di condanna. No, il Vangelo si annunzia con dolcezza, con fraternità, con amore !

Di bastonate la Chiesa cattolica ne ha date tante nella sua storia, anche recente: dalle ragazze madri come Philomena nell’Irlanda degli anni ’50 alla teologia della liberazione.
Ma non voglio parlare della trama del film, che mi è piaciuto molto (per una volta non mi convince la mia amata Mariarosa).
Quello che mi interessa è la figura della protagonista, una donna mite. Philomena ha tenuto segreto per quasi cinquanta anni il dolore per il “figlio del peccato” che le è stato sottratto dalle suore che l’hanno “ospitata” insieme ad altre sventurate. Quando ormai vecchia mostra alla figlia la foto del bambino in lei c’è solo dolore, non odio e neppure rancore. E lo stesso durante la ricerca del figlio perduto: quando si reca dalle suore che ostinatamente negano di sapere; quando scopre che non solo sapevano ma che il figlio è andato da loro per cercarla; quando risponde ti perdono alla vecchia suora che considera le sue sofferenze strumento di espiazione. Ecco questa donna ricorda la adultera sottratta alla lapidazione, che le suore irlandesi hanno cancellato dal loro vangelo; questa donna  appartiene alla schiera dei miti che erediteranno la terra.

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6 risposte a Beati i miti

  1. umberto ha detto:

    Quando nel 1948 il mio babbo in un incidente ferroviario alle porte di Roma lasciò metà del suo corpo sui binari,la signora Margherita,grande dama di carità del momento,ebbe a dichiarare che quella era la”giusta punizione divina” perché era non credente e un anticlericale convinto.Il parroco del momento non confermò ma nemmeno smentì.Posso ammirare Francesco ma non posso non parlare male di ciò che rappresenta. Per la cronaca il babbo é vissuto fino a 96 anni e a 92 ha scritto il libro della sua vita facendolo stampare per lasciarlo ai 6 figli.

    • giannitos ha detto:

      “Posso ammirare Francesco ma non posso non parlare male di ciò che rappresenta.”
      Io credo che nella Chiesa cattolica, come in ogni realtà umana, bisogna usare il discernimento: perché c’è di tutto, dai santi ai criminali passando per tutti i gradi di umanità.

    • giannitos ha detto:

      caro Umberto, la Chiesa cattolica, come ogni istituzione umana ha al suo interno santi, giusti, uomini da poco, malvagi e criminali. Anche qui dunque è indispensabile usare il discernimento, per non fare di ogni erba un fascio. Certo la Chiesa fa gran danno quando tollera o protegge coloro che col loro comportamento rinnegano la fede che dicono di professare, come è successo con i preti pedofili; e lo fa per il “buon nome” della Chiesa stessa. Ma forse ora il vento è cambiato e Francesco è il prodotto, ancor prima che la causa, del prevalere delle parte migliore della Chiesa.

  2. umberto ha detto:

    Dovrà aprirsi un megasupermecato universale stracolmo di “prdotti Francesco”affinchè l’umanità possa averne a volontà gratuitamente per duemila anni perchè la Chiesa possa riscattarsi per il tradimento del messaggio di Gesù il Cristo.

  3. umberto ha detto:

    errata corrige:PRODOTTI e non Prdotti.

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