Venere in pelliccia

venereNon ho mai avuto una particolare passione per Roman Polanski; ho visto solo alcuni dei suoi film: il penultimo, Carnage mi è paciuto il giusto.
Questo invece mi ha convinto, senza entusiasmarmi, soprattutto per la bravura di Emmanuelle Seigner (che non ricordo di aver visto in altri film, ma vedo che era in alcuni che ho visto). E’ piaciuto molto alla Mancuso (stavolta non ho letto prima la recensione):

 Bellissimo, divertentissimo, intelligente, autoironico, crudele nella guerra dei sessi (ma con la leggerezza di certe commedie sofisticate). Due personaggi in scena: un regista intellettuale che cerca la sua Wanda; un’attrice poco intellettuale che quando vede frustini e pellicce pensa al porno. Non è che non vuole spogliarsi. E’ che preferisce chiamare le cose con il nome loro. Polanski mette in scena un testo teatrale di David Ives (molto premiato, come “Il Dio del massacro” di Yasmina Reza, da cui veniva “Carnage”) e regala a Emmanuelle Seigner un ruolo fantastico. Non sapevamo fosse così brava, in un attimo passa dal tono svagato dell’ignorantona a un francese raffinatissimo. Accadeva prima del disastroso doppiaggio italiano…

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