L’ebrea musulmana

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Ana Arabia non è il suo vero nome:  Hannah Klibanov era una ebrea sopravvissuta alla Shoà e si era innamorata di Youssef, arabo e musulmano; si era convertita, lo aveva sposato ed era divenuta Siam Hassan. Dalla scandalosa unione erano nati tre figli: Jihad, Walid e Miriam. La giornalista israeliana cerca la sua famiglia a Jaffa per scrivere un pezzo e si trova davanti a delle storie raccontate dai protagonisti: e non solo la storia d’amore di Siam e Youssef.

Amos Gitai si è ispirato ad una storia vera: un bel film, che avrebbe potuto essere bellissimo, come dice Francesco Alò.

P.S. Guardo la filmografia di Amos Gitai e non ricordo di aver visto nessuno dei suoi film, tranne il corto in 11 Settembre 2001. Dovrò rimediare, al ritorno dal viaggio nella patria del regista.

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