La città vecchia (1)

La città vecchia mi ha deluso, per ora. Oggi ho visitato il quartiere musulmano e quello cristiano. Non mi aspettavo una città angusta, sporca e malamente conservata. Tanti turisti, ovviamente, tanti negozi di chincaglierie. Una specie di grande bazar, molto simile ad altri che ho visto.

Mi aspettavo luoghi di spiritualità: la religiosità c’è, ma di quella più esteriore e materiale. Anche la chiesa del Santo Sepolcro mi fa questo effetto; anzi proprio qui si materializza una religiosità greve, la concorrenza e il malanimo fra le confessioni, un pessimo esempio per la pace di cui ha sete questa terra contesa.

Entrando dalla porta di Giaffa e uscendo da quella di Damasco sembra di attraversare uno star gate, da un mondo all’altro. Dal 1967 il confine fra Gerusalemme est ed ovest non esiste più: ma non è caduto un muro, anzi in tutti i territori occupati è sorta poi una lunga muraglia per proteggere Israele dagli attentati terroristici.
Gerusalemme est è araba in tutto e per tutto, a parte qualche bandiera israeliana: ebrei non se ne vedono, turisti pochi.

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Shabbat significa tutto chiuso nella parte ovest, esclusi i market gestiti da arabi; neanche gli sportelli bancomat lavorano. Poi finisce e stasera Ben Yehuda è piena di vita, sembra una piccola rambla.

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