Via Lunga


Sono le cinque di un pomeriggio di domenica e non c’è il blocco del traffico. Via Lunga è poco trafficata, più o meno come quando la percorrevo circa 45 anni fa per andare alla Casella. Ora ci sono molte più auto in giro ma c’è una viabilità alternativa, costruita negli ultimi decenni, che assorbe tutto il traffico.

Allora non conoscevo quasi questa parte della città che si estende fra l’Arno e la via Pisana, dalla Porta a San Frediano al confine con Scandicci. Alla fine degli anni ’60 via Lunga era una delle poche strade importanti che dallo stradone parallelo alla vecchia Pisana portava in via dei Bassi, altra strada importante. Intorno c’erano tutte stradine, eredità di una campagna che si stava trasformando rapidamente in periferia urbana, a cominciare dall’Isolotto, la città satellite voluta da La Pira. Negli anni successivi, di quella campagna sarebbero rimasti solo dei grandi spazi verdi, un po’ ovunque, fra i palazzoni della edilizia popolare e delle cooperative.

Un posto dove si sta bene, tutto sommato. Ci ho vissuto dal 1975 al 1985 e ora dal 2003 e chissà fino a quando.

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