Cronache palermitane. Giorno uno

Levataccia antelucana, ma per andare in Sicilia si fa questo e altro.

Atterrati all’aeroporto Falcone e Borsellino auto a noleggio e via nel traffico: l’Anna si conferma ottima guidatrice; e la Ale è la Ale. Appare subito chiaro che le due ragazze allieteranno la vacanza.

Monreale1

Prima tappa: Monreale.

Si inizia, come è giusto, con un incontro ravvicinato coi cibi palermitani: pane panelle e cazzilli, poi uno stupendo Iris. 

Il duomo è bellissimo anche se la facciata è sciupata da un portico settecentesco. Ma l’interno è uno splendore di mosaici.


Seconda tappa: Mondello

Sole pieno e un bel mare, la spiaggia niente di straordinario. Poca gente – è venerdì – quasi nessun bagnante. In via del tutto eccezionale mi espongo al sole (crogiolarsi sarebbe troppo) protetto da una cremina che mi salva dalla consueta scottatura. Le ragazze invece si crogiolano senz’altro. Pensando ai prossimi assaggi di cibi-per-niente-light il pranzo è un’anonima insalatona.

Mondello


Terza tappa: nella Vucciria


Lasciata l’auto al noleggio si percorre via Roma fino a piazza San Domenico, da dove si accede alla Vucciria: qui si trova il nostro bed&breakfast, in un antico palazzo ristrutturato.
Risolto un problema di stanze ci si riposa e ci si prepara per la vita notturna palermitana. Le ragazze dedicano una particolare cura all’immagine: una delle due  si presenta addirittura in differenti mise, chiedendo consiglio su quella più adatta. Beata gioventù.

Palermo1_SanDomenico


Quarta tappa: la lunga notte

Se qualcuno mi avesse detto che avremmo fatto le ore piccole – dopo la levataccia, il viaggio e quel che segue – gli avrei dato del matto.
Per incontrare Pierluigi, l’amico palermitano, si percorre la via Maqueda lunga lunga, bella bella e senza traffico. Ad un tratto ci appare sulla sinistra lo slargo del Teatro Massimo, magnifico e imponente. Attraversata via Cavour la strada diventa via Ruggero Settimo, che finisce al Politeama.

Politeama
Qui incontriamo Pierluigi, che ci conduce ad un localino coi fiocchi, dove si parla amabilmente sorseggiando ottimi vini e cibi appetitosi.

MandrarossaE’ passata la mezzanotte quando usciamo nella movida. Palermo di notte è un po’ Barcelona: tanta gente in giro, locali aperti fino alle ore piccole. Via Maqueda è un fiume di persone: la percorriamo verso I quattro canti, imbocchiamo il Cassero verso il mare e poi deviamo verso piazza Marina. Passiamo davanti allo Steri (palazzo Chiaramonte) e mi sovviene il frate Diego La Matina in Morte dell’inquisitore di Sciascia. Poi le Mura delle Cattive: una lunga terrazza dove le vedove passeggiavano, lontano dalla vista della gente. Finalmente ci sediamo sul quasi-lungomare del Foro Italico per un gelato particolare: la scorzonera, di cannella e gelsomino. Un tempo c’era il terzo gusto di cui è rimasto soltanto il nome.

Scorzonera

Si riprende la via di casa, l’ora è molto tarda: siamo stanchi – soprattutto io – per la giornata lunga e intensa. I nostri occhi, pieni di cose inusitate e affascinanti, si chiuderanno facilmente.

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