La Vucciria prima e dopo

«Bruciare gli archivi della Santa Inquisizione! Bruciare così tre secoli, come niente; tre secoli che ci vuol altro che una fiammata per cancellarli; un patrimonio, una ricchezza che apparteneva a tutti: e a noi, alla nostra classe, in particolare…».
«Deus, judica causam tuam» disse ironico lavvocato Di Blasi: il motto dellInquisizione, che il viceré aveva fatto scalpellare dal palazzo dello Steri.
(Leonardo Sciascia, Il Consiglio d’Egitto)

Al viceré Caracciolo i palermitani hanno dedicato una viuzza e una piazzetta, alla Vucciria.
Il marchese Domenico Caracciolo (1715-1789), ambasciatore del Regno di Napoli a Parigi dal 1771 al 1781, conobbe da vicino le idee degli illuministi. A Palermo fu viceré dal 1781 al 1786: tentò di ridurre lo strapotere dei nobili e dell’alto clero, introducendo diverse riforme; abolì la Santa Inquisizione.
Il mercato della Vucciria fu risistemato per sua iniziativa: per questo gli fu dedicata la piccola piazza e la stradina che la collega a via Roma.

Vucciria

Il nostro bed&breakfast è in un antico palazzo nelle strade della Vucciria, che non è più quella di Guttuso; anzi è l’ombra di quell’antico mercato – quasi estinto – dove la gente si aggira più di notte che nelle ore della spesa.

La Vucciria è parte del quartiere della Loggia (oggi anche Castellammare), vicina al porto antico (la Cala, oggi porto turistico): qui erano le  Logge dei mercanti ‘stranieri’ (catalani, genovesi, pisani, amalfitani) dove si trattavano gli affari.
Il proprietario del bed&breakfast mi dice che l’antico palazzo ospitava la Loggia degli Amalfitani: la zona è senz’altro quella.

I mercanti furono gli artefici di un tessuto urbano caratterizzato da fondaci, botteghe, spacci, negozi, taverne, locande. Tutte attività che gravitavano ai margini del porto. Quando il commercio cominciò a decadere ed i mercanti scomparvero, nel quartiere sorsero numerose botteghe artigiane: vere e proprie corporazioni diedero il proprio nome alle viuzze (Via degli Argentieri, dei Cassari, dei Calzolai, dei Chiavettieri, dei Panneri, dei Materassai, ecc…).

Nel quartiere della Loggia probabilmente all’epoca degli Angioini (seconda metà del XIII secolo) sorse il  mercato della carne detto Buccerìa (dal francese boucherie) sino al XV secolo il più grande e dopo, quando il macello venne trasferito nella Buccerìa nuova, divenne la più importante tra le piazze di grascia (cibarie) di Palermo.

Oggi il mercato della Vucciria è quasi scomparso. Pochi banchi e poche persone. Piazza Caracciolo si anima soltanto del popolo della notte, con i locali che vi si affacciano.
Questo video illustra bene la realtà attuale.

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