Di salsicce e roulotte 


Si sono messi in ghingheri stasera i miei dirimpettai crucchi, per una cena con gli amici. Hanno aggiunto un tavolo e sono lì che banchettano: hanno rinunciato ai würstel in favore delle salsicce nostrane e degli spiedini, tutto alla griglia. Oltre alla solita birra non disdegnano il vino, di cui non distinguo l’etichetta ma presumo rosso, se rispettano l’abbinamento con le pietanze.
Sono campeggiatori spartani i miei vicini crucchi, alloggiati in uno di quei carrelli tenda che da noi erano in voga fino agli anni ’80 (e mi tengo largo); dopo di che siamo diventati progressivamente e inesorabilmente un popolo di camperisti. I carrelli tenda sono scomparsi dai nostri orizzonti e le roulotte hanno perso l’uso delle ruote, parcheggiate a vita nei campeggi. 

Nemmeno la crisi degli ultimi anni ha riportato in auge la sobria casetta rimorchiata, qui da noi; certo sono crollate le vendite dei camper ma le roulotte che si vedono sulle nostre strade provengono tutte dal nord Europa. Nel frattempo hanno ribattezzato i camper “veicoli ricreazionali”, con uno di quei demenziali neologismi che fanno la gioia di certi giornalisti. 

E anche per quest’anno ho dato voce alle mie idiosincrasie campeggistiche (e non è detto che sia finita). 

P.S.
Ho sempre preferito il francese roulotte all’inglese caravan, salvo poi scoprire che in Francia si usa soprattutto caravane e in Quebec roulotte. 

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