De senectute

Ieri alla radio ho sentito parlare del De senectute di Cicerone, in una delle Lezioni  di Uomini e profeti (su Erasmo da Rotterdam): non ce l’ho, lo prenderò. Mi è venuto in mente il De Senectute di Norberto Bobbio, che ho: all’inizio cita John Ruskin

È una gran seccatura tenere un diario, ma anche una grande delizia averlo tenuto.

Questo mio diario non è stato una seccatura, anzi. Sono quasi due mesi che non scrivo nulla: è stato un periodo difficile, i lavori in casa e il trasloco della Seri (e un po’ di depressione).  Nel frattempo però ho preso le distanze da Facebook e quindi sarei più stimolato a scrivere qui: vedremo.

Intanto riporto una citazione di Bobbio (dalla quarta di copertina) che mi ha colpito.

Mentre il mondo del futuro è aperto all’immaginazione, e non ti appartiene piú, il mondo del passato è quello in cui attraverso la rimembranza ti rifugi in te stesso, ricostruisci la tua identità, che si è venuta formando e rivelando nella ininterrotta serie dei tuoi atti di vita, concatenati gli uni con gli altri, ti giudichi, ti assolvi, ti condanni, puoi anche tentare, quando il corso della vita sta per essere consumato, di fare il bilancio finale. Bisogna affrettarsi. Il vecchio vive di ricordi e per i ricordi, ma la sua memoria si affievolisce di giorno in giorno. 

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