Dolce di riso

A Firenze, per quel che so, non c’è una gran tradizione di dolci casalinghi. La mamma – che era una cuoca discreta – ne faceva tre o quattro: il dolce di riso era il mio preferito. Erano molti anni che non lo mangiavo, l’ho fatto oggi. È semplice, anche per me che non faccio dolci; certo ci vuole un po’ d’occhio e una certa cura. Ho trovato sul web una ricetta che mi convinceva e poi ho scoperto che è molto simile a quella dell’Artusi (qui sotto). Ho messo uvetta e mandorle ma direi che è meglio uvetta e pinoli oppure mandorle e cedro candito. Un cucchiaio di rum (o marsala) forse ci sta bene.

638. TORTA DI RISO
Latte, un litro. Riso, grammi 200. Zucchero, grammi 150. Mandorle dolci con 4 amare, grammi 100. Cedro candito, grammi 30. Uova intere, N. 3. Rossi d’uovo, N. 5. Odore di scorza di limone. Una presa di sale. 

Le mandorle sbucciatele e pestatele nel mortaio con due cucchiaiate del detto zucchero. Il candito tagliatelo a piccolissimi dadi. Cuocete il riso ben sodo nel latte, versateci dopo il condimento e, quando sarà diaccio, le uova. Mettete il composto in una teglia unta col burro e spolverizzata di pangrattato, assodatelo al forno o tra due fuochi, il giorno appresso tagliate la torta a mandorle e solo quando la mandate in tavola spolverizzatela di zucchero a velo.

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