Apologia del calzino corto

In principio era il calzettone, con i pantaloncini all’inglese. Poi furono sempre calzini lunghi, per un inevitabile pregiudizio borghese: il calzino corto è volgare, con qualsiasi pantalone. Magari niente calzini, nella stagione calda, ma mai corti. 
Poi, diversi anni fa – di certo nel nuovo millennio – i calzini lunghi mi diventarono insopportabili. Non era un fatto mentale, bensì una sensazione fisica di fastidio. Nel frattempo l’altezza dei calzini aveva assunto molteplici gradazioni, da sotto il ginocchio ai fantasmini. Pressoché scomparsi gli antichi calzini sopra la caviglia, il calzino corto raggiungeva la base del polpaccio o si fermava sotto la caviglia, per le scarpe sportive. 
E così d’inverno iniziai ad indossare calzini al polpaccio, quelli che impediscono l’apparizione in pubblico della gamba ignuda e pelosa, senza dare fastidio. Con l’inizio della stagione calda il calzino ora si ferma al collo del piede oppure scompare dentro la scarpa. Con buona pace del calzino lungo.

P.S. 
Una soluzione che salvi capra e cavoli potrebbe essere farsi tatuare dei calzini lunghi, magari grigio antracite. Ma poi in costume da bagno come fai ? 

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