C’era una volta la bachelite 

Praga, autunno 1969: è passato poco più di un anno da quella estate in cui la Primavera di Dubček si tramutò in un freddo inverno. Nella nostra camera c’era un telefono simile a questo, massiccio, di bachelite: non so come cadde e si ruppe. Fu così che io ed Ermanno (meno che ventenni) decidemmo di uscire velocemente dalla Cecoslovacchia, temendo chissà quale punizione ad opera del nuovo regime filo sovietico.

Fino ad oggi credevo che la bachelite non fosse più utilizzata da molto tempo, ma mi sbagliavo: il manico di questo tegame, appena acquistato, è di quel materiale.

 Il belga Leo H. Baekeland (1863-1944), stabilitosi negli Stati Uniti, nel 1907 brevettò la bachelite, la prima delle termoplastiche, sostanze che una volta solidificate sono caratterizzate da durezza e rigidità. Il materiale fu utilizzato per la produzione di telefoni e radio, isolanti e molti altri oggetti fino alla metà del ‘900, quando fu sostituito con nuove materie plastiche.

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