Quel treno per Otranto

Lecce è quella meraviglia di cui ho già parlato e a cui non mi stanco di tornare. Credo che ci vivrei volentieri, anche perché intorno c’è il Salento. 

Lecce è anche il terminale meridionale delle rete ferroviaria italiana in Puglia: da lì in giù ci sono le Ferrovie del Sud Est. Il nostro treno per Otranto è più o meno quello dell’ immagine.
Alla biglietteria ci dicono che dovremo cambiare una o due volte, a Zollino e/o a Maglie, dipende (da cosa non si sa). Il servizio è a conduzione “familiare”: non ci sono divise, il controllore sa chi va a Gallipoli e cambia a Zollino, chi va diretto a Gagliano e chi – come noi – cambia a Maglie per andare a Otranto. Va piano il trenino, ma la distanza è breve, la campagna è bella e noi non abbiamo fretta.

A Otranto un bel sole, una temperatura primaverile e pochissimi turisti. 

Quel mattino era un venerdí, era il 28 luglio dell’anno 1480. (…)
Galeoni di mercanzia non potevano essere, chiara fu subito la forma delle vele e a poco a poco, in vetta ai cavalloni, la mezzaluna stessa degli scafi: erano galee turche, nel mezzo del canale d’Otranto.

L’ora di tutti è il romanzo storico di Maria Corti in cui si narra la presa di Otranto da parte dei turchi, che si concluse con l’eccidio di 800 persone le cui ossa sono conservate nella Cappella dei Martiri, nella cattedrale della città.

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