L’autostoppista e la principessa

Helga è belga, e non è un gioco di parole come può sembrare. Avrà più o meno cinquant’anni, fa l’insegnante e durante le vacanze gira il mondo, spesso con l’autostop. 
Stasera è tornata con gli occhi che le brillavano e una gran voglia di raccontare: aveva avuto un incontro ravvicinato (del quarto tipo ?) con Camilla, la consorte del principe del Galles; la quale in questi giorni è a Firenze, come Helga. 

Durante la cena racconta dei suoi viaggi, in un inglese nitido ma un po’ troppo veloce, per me. 
Dopo qualche giorno a Firenze andrá a Genova poi a Torino, e poi in qualche altro posto. Deve prenotare un Flixbus e così viene fuori che non ha uno smartphone e neppure un tablet. Mi sento un po’ a disagio, con tutta la mia tecnologia sempre a portata di mano. E poi io nemmeno da giovane  ho fatto l’autostop, anzi ho viaggiato poco e non ne ho mai sentito il bisogno. 

Lei visita musei, chiese e altro di Firenze, che io in qualche caso non ho mai sentito nominare. Come il chiostro dello Scalzo, in via Cavour. Si ragiona e si scherza sul fatto che talvolta i forestieri ne sanno più di chi ci vive. Nemo turista in patria.

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