I villeggianti, ahinoi

Ero partito ben disposto, Valeria Bruni Tedeschi mi piace come attrice ed è pure simpatica; non avevo letto recensioni e nessuno mi aveva parlato del film. Per dire che il rigetto è stato genuino e spontaneo.

Si comincia male col parcheggio, faccio qualche metro in oculata retromarcia ma un bellimbusto in suv bianco mi apostrofa dicendo che la strada è a senso unico: lo invito con gentilezza a proseguire per la sua strada e completo la manovra. La cosa non intacca il mio buonumore né pregiudica la mia fiducia nelle bontà della pellicola (come potrebbe ?) ma è un segno.

Inizia il film e appare Scamarcio, di modeste qualità attoriali e pure imbruttito: l’epilogo non è incoraggiante, migliorerà (penso) ma il mio innato ottimismo sarà messo a dura prova dai successivi tre atti e un epilogo.

Eccoli i villeggianti (la parola, desueta, è la cosa migliore del film) in una bella villa sulla Costa Azzurra, praticamente un manicomio senza recinzione, a parte quella per i cinghiali. Non c’è trama, come se visitassi un museo; un museo degli orrori, orribili di fuori alcuni, di dentro la maggior parte.

Io capisco che tu abbia delle cose più o meno terribili che ti porti dietro e che vuoi mettere nel tuo film, per motivi tuoi. Ma non puoi rovesciare addosso agli spettatori valanghe di merda senza passare prima dal depuratore; qualcuno, più elegante, direbbe che conviene sublimare, ma quando è merda è merda cantava Gaber.

quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione
autisti di piazza studenti barbieri santoni artisti operai
gramsciani cattolici nani baristi
troie ruffiani paracadutisti ufologi villeggianti

 

POSTILLA (il cinema affollato)

Non per fare del facile sociologismo mi chiedo perché la sala del Portico, quella grande, sia piena. Il posto lo conosco perché ci ho vissuto per quasi 25 anni, dalla nascita. Accanto al cinema c’è la chiesa del Sacro Cuore, poi la scuola Giotto dove ho fatto le elementari. In quella sala cinematografica ho visto tanti film dopo il catechismo.

Dunque la sala grande piena, nonostante un passaparola che non può essere stato che negativo. Siamo in una zona borghese (con tutte le gradazioni), gente che in una domenica invernale senza sole sta in casa, alla TV. E poi c’è da sempre il Portico, il cinema di zona: c’è solo la Sala Esse dei Salesiani a qualche centinaio di metri e poi i cinema del centro, quelli rimasti (siamo vicini al centro storico, appena fuori le mura) ma il Portico è lì a portata di mano, il parcheggio in zona è difficoltoso.

Allora, questa è la conclusione, vanno al cinema vicino più che a vedere un certo film; non tutti gli spettatori sono di questo genere, ma molti sì. Questa ipotesi poggia su una esperienza personale: amici che vanno sempre e soltanto al cinema a due passi da casa, prendendo quello che c’è e spesso non sanno neppure il titolo del film (nè prima nè dopo averlo visto)

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