Corto circuito 

Laggiù, dietro quegli alberi, c’era la casa dove abitava ormai da quattro mesi: eppure solo ora gli era venuto in mente di andare nel parco. Era quasi l’imbrunire ma c’erano ancora tante persone, tantissimi bambini. Il parco di villa Vogel, quasi contrappunto alle Cascine sulla riva opposta dell’Arno, di dimensioni assai minori ma molto bello e ben tenuto.

Vita di d'Annunzio

Si era portato un libro, che aveva comprato molti anni prima e non aveva forse mai aperto. Se n’era ricordato perché la sera avanti aveva assistito allo spettacolo Esser d’Annunzio, che l’aveva assai colpito: anche per l’ambientazione ispirata alla casa del Vittoriale.

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Nei giorni del Vittoriale aveva visitato i giardini di Villa Melzi a Bellagio: un parco assai più grande di questo e molto molto bello.

Insomma una specie di corto circuito della memoria. Gli succedeva sempre più di frequente, avviandosi verso il black-out.

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Profumo di donna 

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Ripensando a Lei non mi pare poi così strano che Theodore si innamori di Samantha, voce femminile sintetizzata dal computer di ultima generazione con caratteristiche umane.

Lo dico perché ogni tanto mi capita di essere affascinato da una voce femminile alla radio o al telefono. Ovviamente si tratta di donne che non conosco neppure in fotografia: e magari quando cerco una loro immagine rimango deluso.

Insomma la voce funziona un po’ come il profumo, che può emozionare anche se non vedi chi lo porta. Se poi ti capita di conoscere la donna della voce o del profumo, potresti accorgerti che alla iniziale fascinazione non corrisponde niente altro.

Sic transit gloria vocis.

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Campanellino

Il nonno Cesare raccontava che un suo amico nella Topolino aveva un campanellino (un optional si direbbe oggi) che segnalava il raggiungimento di una velocità (40 km/h mi pare). Non so come funzionasse, certamente era un marchingegno meccanico.


Mi torna in mente questa cosa quando scopro che nella mia macchinetta nuova c’è la possibilità di inserire un segnale acustico (per l’appunto un campanellino) ad una certa velocità. L’ho subito provato, un po’ per nostalgia, un po’ perché penso che i limiti di velocità debbano essere rispettati, per più di un motivo. Ovviamente questo marchingegno non è meccanico.

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Blade Runner 2049

Lungamente atteso, bello ma da rivedere presto causa sonnolenza.

Ora che l’ho rivisto mi rendo conto di quanto mi ero perso la prima volta. Un gran bel film, degno erede dell’originale: un bravissimo Ryan Gosling replicante/cacciatore di replicanti cattivi. La trama si snoda dalla scoperta di un replicante nato, non creato; e qui è anche il nesso con Deckart (ormai vecchio) e Rachel. Grandiosi scenari di un mondo super tecnologico con grandiose rovine del passato. Un film da tenere in casa e riguardare ogni tanto. 

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Data storica 

Oggi 24 ottobre 2017 è una data da ricordare, per la positiva conclusione della vicenda di via Torre di Buiano: a quasi tre anni dalla presentazione della sanatoria.

E poi per il ritorno della lombosciatalgia da bimbetta in collo. Therese, arrivo.

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A proposito di film

Ho deciso di parlare solo dei film che mi sono piaciuti davvero, però devo almeno citarli quelli che vedo affinché non mi succeda quello che è successo stasera. Ero convinto di aver visto Non è un paese per vecchi eppure non me lo ricordavo per niente: ricordo solo che Mariarosa Mancuso sbeffeggiava il parrucchino di Bardem.


The teacher è uno di quei film che mi piacciono il giusto: brava la protagonista ad interpretare l’odiosa compagna cecoslovacca.

Aspetto di rivedere Blade runner 2049, perché ho dormicchiato abbastanza ( e non per colpa del film).

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Barbiana 

In tutti questi anni non sono mai stato nel luogo dove ha vissuto e insegnato (ed è sepolto) il priore di Barbiana, Lorenzo che ho sempre sentito vicino.


Oggi ho visto Barbiana ‘65, un bel documentario con materiali d’epoca e commenti di don Ciotti, Beniamino Deidda e Adele Corradi.

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte (26 giugno 1967) è uscito il Meridiano Mondadori, con tutti gli scritti. E Pantheon di Radio 3 ha trasmesso Sulle tracce di Don Milani, in sette puntate.

Ho voglia di rileggerlo, il prete scomodo: credo che mi regalerò il Meridiano, magari per Natale. 


Il 20 giugno di quest’anno Papa Francesco ha pregato sulla sua tomba e ha detto parole inequivocabili.

Cari fratelli e sorelle, sono venuto a Barbiana per rendere omaggio alla memoria di un sacerdote che ha testimoniato come nel dono di sé a Cristo si incontrano i fratelli nelle loro necessità e li si serve, perché sia difesa e promossa la loro dignità di persone, con la stessa donazione di sé che Gesù ci ha mostrato, fino alla croce. (…)

La scuola, per don Lorenzo, non era una cosa diversa rispetto alla sua missione di prete, ma il modo concreto con cui svolgere quella missione, dandole un fondamento solido e capace di innalzare fino al cielo. (…)

Ridare ai poveri la parola, perché senza la parola non c’è dignità e quindi neanche libertà e giustizia: questo insegna don Milani. Ed è la parola che potrà aprire la strada alla piena cittadinanza nella società, mediante il lavoro, e alla piena appartenenza alla Chiesa, con una fede consapevole. (…)

«Non posso tacere che il gesto che ho oggi compiuto vuole essere una risposta a quella richiesta più volte fatta da don Lorenzo al suo Vescovo, e cioè che fosse riconosciuto e compreso nella sua fedeltà al Vangelo e nella rettitudine della sua azione pastorale. In una lettera al Vescovo scrisse: “Se lei non mi onora oggi con un qualsiasi atto solenne, tutto il mio apostolato apparirà come un fatto privato…”. Dal Cardinale Silvano Piovanelli, di cara memoria, in poi gli Arcivescovi di Firenze hanno in diverse occasioni dato questo riconoscimento a don Lorenzo. Oggi lo fa il Vescovo di Roma. Ciò non cancella le amarezze che hanno accompagnato la vita di don Milani – non si tratta di cancellare la storia o di negarla, bensì di comprenderne circostanze e umanità in gioco –, ma dice che la Chiesa riconosce in quella vita un modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessa. 

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