Domani è un altro giorno

Per parlare di “Domani è un altro giorno” di Simone Spada non servono molte parole.

È bellissimo, per me, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni. Giallini e Mastandrea sono davvero bravi, una coppia affiatatissima. Complimenti al giovane regista e al cane, grandemente espressivo.

Pubblicato in al cinema | Lascia un commento

I migliori mesi

La somma felicità possibile dell’uomo in questo mondo, è quando egli vive quietamente nel suo stato con una speranza riposata e certa di un avvenire molto migliore, che per esser certa, e lo stato in cui vive, buono, non lo inquieti e non lo turbi coll’impazienza di goder di questo immaginato bellissimo futuro. Questo divino stato l’ho provato io di 16 e 17 anni per alcuni mesi ad intervalli, trovandomi quietamente occupato negli studi senz’altri disturbi, e colla certa e tranquilla speranza di un lietissimo avvenire. E non lo proverò mai più, perchè questa tale speranza che sola può render l’uomo contento del presente, non può cadere se non in un giovane di quella tale età, o almeno, esperienza.

(G. Leopardi, Zibaldone)

Dunque la felicità si fonderebbe sulla speranza, ma una speranza priva di impazienza; e sarebbe possibile soltanto in gioventù.

Questo di sette è il più gradito giorno,
Pien di speme e di gioia:
Diman tristezza e noia
Recheran l’ore, ed al travaglio usato
Ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
Cotesta età fiorita
E’ come un giorno d’allegrezza pieno,
Giorno chiaro, sereno,
Che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
Stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
Ch’anco tardi a venir non ti sia grave. 

Pubblicato in varie ed eventuali | Lascia un commento

Non è mai troppo tardi

Tutti i giorni ce n’è una nuova, direbbe qualcuno.

Qualche mese fa ho scoperto la Penny Wirton di Edoardo Affinati e Anna Luce Lenzi. Ne parlavo oggi con una vecchia amica insegnante, davanti ad una tavola ricoperta di farmaci per il morbo di Parkinson. Poi sono andato sul web e ho scoperto che esiste una Penny Wirton a Firenze: e ho deciso di propormi come insegnante volontario.

Alla fine riuscirò a fare almeno una delle cose che da giovane volevo fare.

Pubblicato in alla voce Cultura, e la scuola ?, in Italia e nel mondo, non è mai troppo tardi, varie ed eventuali | Lascia un commento

Per S.

Vrònskij intanto, nonostante la piena realizzazione di ciò che aveva così lungamente desiderato, non era del tutto felice. La realizzazione del suo desiderio gli aveva procurato solamente un granello di quella montagna di felicità che si era aspettato, e lui ne aveva coscienza. Gli era apparso chiaro l’eterno errore che fanno gli uomini immaginandosi la felicità come la realizzazione di un desiderio.

Pubblicato in alla voce Cultura, varie ed eventuali | Lascia un commento

Qui un tempo erano tutte burrate

Mi fa un certo effetto stare qui seduto a mangiare cibo thailandese dove un tempo si facevano mozzarelle e burrate.

Sono passati già cinque anni da quando il Caseificio Lucano di via del Palazzo dei Diavoli, all’Isolotto, ha abbassato per sempre le saracinesche . Era divenuto una sorta di istituzione da quando aveva aperto alla fine degli anni ’70. Ottime burrate, mozzarelle in varie fogge e altri formaggi in parte prodotti in quel caseificio e in parte provenienti dalla Basilicata e dalla Puglia. E in vendita altri prodotti alimentari della stessa area geografica. Insomma una isoletta di Sud all’Isolotto, il quartiere satellite voluto da La Pira negli anni ’50.

L’ambiente è piacevole, curato e sobrio. La gestione è thailandese-italiana, probabilmente. Il cibo è buono, per quello che posso dire dopo una sola cena; ma attenzione al piccante.

Pubblicato in varie ed eventuali | Lascia un commento

… del tempo che daranno a me le stelle

Il 2019 è cominciato bene; stavo per dire il 1919, sono un uomo del secolo scorso che si avvia rapidamente ai settanta. Sono venuto a sera del tempo che daranno a me le stelle.

Sono sereno, mi sembra che tutto vada bene. Fra poco più di due mesi avrò una casina mia, potrò riprendere una vita normale, la Marta avrà un posto alternativo, potrò usare la mia amata bicicletta e perdere un po’ di chili.

Mi sembra di vedere tutto più chiaramente e a colori vividi. Sono uscito bene dalla tardiva elaborazione del lutto.

Somebody (somebody) ooh somebody (somebody)
Can anybody find me somebody to love

Pubblicato in Amore è una parola ?, biciclette, non è mai troppo tardi | Lascia un commento

I villeggianti, ahinoi

Ero partito ben disposto, Valeria Bruni Tedeschi mi piace come attrice ed è pure simpatica; non avevo letto recensioni e nessuno mi aveva parlato del film. Per dire che il rigetto è stato genuino e spontaneo.

Si comincia male col parcheggio, faccio qualche metro in oculata retromarcia ma un bellimbusto in suv bianco mi apostrofa dicendo che la strada è a senso unico: lo invito con gentilezza a proseguire per la sua strada e completo la manovra. La cosa non intacca il mio buonumore né pregiudica la mia fiducia nelle bontà della pellicola (come potrebbe ?) ma è un segno.

Inizia il film e appare Scamarcio, di modeste qualità attoriali e pure imbruttito: l’epilogo non è incoraggiante, migliorerà (penso) ma il mio innato ottimismo sarà messo a dura prova dai successivi tre atti e un epilogo.

Eccoli i villeggianti (la parola, desueta, è la cosa migliore del film) in una bella villa sulla Costa Azzurra, praticamente un manicomio senza recinzione, a parte quella per i cinghiali. Non c’è trama, come se visitassi un museo; un museo degli orrori, orribili di fuori alcuni, di dentro la maggior parte.

Io capisco che tu abbia delle cose più o meno terribili che ti porti dietro e che vuoi mettere nel tuo film, per motivi tuoi. Ma non puoi rovesciare addosso agli spettatori valanghe di merda senza passare prima dal depuratore; qualcuno, più elegante, direbbe che conviene sublimare, ma quando è merda è merda cantava Gaber.

quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione
autisti di piazza studenti barbieri santoni artisti operai
gramsciani cattolici nani baristi
troie ruffiani paracadutisti ufologi villeggianti

 

POSTILLA (il cinema affollato)

Non per fare del facile sociologismo mi chiedo perché la sala del Portico, quella grande, sia piena. Il posto lo conosco perché ci ho vissuto per quasi 25 anni, dalla nascita. Accanto al cinema c’è la chiesa del Sacro Cuore, poi la scuola Giotto dove ho fatto le elementari. In quella sala cinematografica ho visto tanti film dopo il catechismo.

Dunque la sala grande piena, nonostante un passaparola che non può essere stato che negativo. Siamo in una zona borghese (con tutte le gradazioni), gente che in una domenica invernale senza sole sta in casa, alla TV. E poi c’è da sempre il Portico, il cinema di zona: c’è solo la Sala Esse dei Salesiani a qualche centinaio di metri e poi i cinema del centro, quelli rimasti (siamo vicini al centro storico, appena fuori le mura) ma il Portico è lì a portata di mano, il parcheggio in zona è difficoltoso.

Allora, questa è la conclusione, vanno al cinema vicino più che a vedere un certo film; non tutti gli spettatori sono di questo genere, ma molti sì. Questa ipotesi poggia su una esperienza personale: amici che vanno sempre e soltanto al cinema a due passi da casa, prendendo quello che c’è e spesso non sanno neppure il titolo del film (nè prima nè dopo averlo visto)

Pubblicato in al cinema, parenti serpenti | Lascia un commento